Come a tutti è ben noto, per la prima casa vige l’esenzione dall’IMU.Tuttavia spesso i dubbi sollevati non sono pochi e sono dettati principalmente dalla confusione tra prima casa e abitazione principale.
Non è infatti sufficiente disporre di un’unica unità immobiliare per godere dell’esonero, ma è necessario che vi si dimori abitualmente.La definizione di “abitazione principale” contenuta nella Legge di Bilancio 2020 dipana ogni perplessità, andando a identificarla come “l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come un’unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”. Emerge, dunque, chiaramente che quest’unica unità immobiliare deve essere di fatto la residenza del proprietario e del suo nucleo familiare, che qui devono abitare con regolarità.
Un’eventuale criticità potrebbe sorgere in caso di spostamenti in altre città, dove si intende vivere per un lungo periodo, ad esempio prendendo una casa in affitto. In tal caso, il soggetto dovrebbe spostare la residenza, andando a perdere il diritto all’esenzione dall’IMU.
Esistono tuttavia casi specifici che riguardano abitazioni che, pur non essendo abitazioni principali, possono essere ad esse assimilate. Tra queste, ad esempio, vi sono le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie e la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice, così come l’unità immobiliare concessa in locazione alle forze armate, forze di polizia, corpo nazionale dei vigili del fuoco. Diverse sono le altre assimilazioni, come illustrato nell’approfondimento sull’Imu prima casa di Dove.it, la più innovativa agenzia immobiliare in Italia. L’assimilazione a prima casa per l’unità immobiliare posseduta da cittadini italiani non residenti in Italia è stata invece sostituita con una riduzione dell’importo dovuto.
C’è un’ulteriore importante eccezione relativa al pagamento dell’IMU, richiesto anche qualora si tratti di prima casa. Esistono infatti abitazioni considerate di lusso, per cui va fatto un controllo preventivo al catasto per verificarne la categoria. Sono tenute a pagare l’IMU nella misura dello 0,5% anche le abitazioni di tipo signorile (A/1), le abitazioni in ville (A/8), castelli e palazzi con valore artistico o storico (A/9), i proprietari dei quali possono però avvalersi di una detrazione di 200 euro dalla cifra complessiva.
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